72 impianti a fune realizzati in Italia nel 2004
di GIORGIO MARCHELLI (QUOTA NEVE n.128 - gennaio/febbraio 2005)
La statistica sugli impianti a fune alta in esercizio pubblico costruiti in Italia nell'anno 2004 ed entrati in esercizio per fine anno o inizio del 2005 è arrivata alla tredicesima edizione (le precedenti in quota neve n. 63, 68, 73,78, 83, 88, 93, 98, 103, 108, 113,118, 123 rispettivamente di gennaio febbraio dal 1992 al 2004, più un'edizione di rettifica nel numero 120, maggio giugno 2003).
Precedentemente si trattava di un'inchiesta condotta da quota neve presso i costruttori italiani e basata esclusivamente sui dati forniti da questi ultimi. Da tre anni quota neve è soggetta ad un boicottaggio, dell'informazione e pubblicitario, da parte della Leitner e delle aziende collegate alla ditta di Vipiteno.
Data la situazione e non volendo rinunciare ad un'azione attesa da molti lettori, in quanto rappresenta l'unica statistica italiana che emerge in questo settore, solo per i malumori d qualcuno a Vipiteno, è stato variato il modo di procedere. La ricerca dei dati non si basa più unicamente sulle dichiarazioni dei costruttori, ma è stato dichiarato anticipatamente che, in assenza di risposte, i dati sarebbero stati ricercati anche con sistemi alternativi. Questi sistemi alternativi consistono molto semplicemente nel recepire quanto pubblicato altrove, relativamente agli impianti Leitner e sicuramente su input di Vipiteno, sperando che siano tutti e non si ripeta quanto successo per gli impianti del 2002 (ha richiesto un'edizione di rettifica).
Abbiamo cercato di migliorare questi dati per renderli più comprensibili (posizionamento dell'impianto in stazione invernale e non nell'ufficio di chilo ha ordinato) o cercando di eliminare gli errori di tastiera, sperando di non averne inseriti altri; per tre impianti importanti non presenti nelle altre fonti ci si è informati presso gli esercenti.
Cogliamo l'occasione per ringraziare delle risposte fornite: CCM, Doppelmayr Italia, Graffer Seggiovie, MEB Impianti, Poma Italia, Sacif Impianti.
La domanda dei dati è stata inviata ai costruttori in dicembre, quando certe posizioni avrebbero dovuto essere quasi completamente definite. Pur avendo procrastinato la data di spedizione delle domande, forse si potrà verificare che alcuni impianti, di cui vengono pubblicati i dati, per ragioni varie e come avvenuto negli anni precedenti, non entrino in esercizio durante quest'inverno (ad es. mancanza di autorizzazioni od altre cause). Tali impianti, in quanto già citati quest'anno, non appariranno nelle statistiche successive. Si tratta dell'unica difesa di cui quota neve dispone per evitare di pubblicare i dati di un impianto solamente ordinato e l'anno dopo gli stessi dati per l'impianto finalmente costruito e magari anche l'anno successivo per motivazioni varie.
Alcuni costruttori, pur sapendo che l'impianto entrerà in esercizio per l'inverno successivo, preferiscono inserirlo nella lista dell'anno in questione, in quanto l'impianto è finito e perciò riguarda la produzione di quell'anno; una posizione che mi sembra perfettamente legittima e che dimostra una volta di più come sia difficile il terreno statistico.
L'introduzione è fatta per invitare il lettore ad usare una certa prudenza nel recepire il dato, che è valido, ma non necessariamente assoluto, in quanto dipende sia da eventi non ancora totalmente definiti all'atto della comunicazione dei dati, sia dalla volontà di precisione dei singoli dichiaranti, che non è sempre totale o coincidente con le attese del lettore.

Quest'anno vi è una novità tra i costruttori: compare un marchio nuovo, Leitner Ropeways a cui vengono ricondotte la funicolare della Val Gardena e le due funivie della Marmolada. Questi tre impianti non sono stati dichiarati da Leitner per la pubblicazione citata precedentemente, ne sono stati dichiarati dalla Poma Italia; in questo secondo caso, visto che vi era stata comunicazione si è richiesto il motivo dell'assenza dei tre importanti impianti e ci è stato comunicato che erano impianti da ricondurre a Leitner Ropeways.
Stante la scarsa, o nulla, informazione, si va per intuito ed informazioni raccolte nell'ambiente: gli impianti in questione commercialmente (ordine e fatturazione)risultano riguardare Leitner S.p.A. che, nell'ambito della politica di gruppo, li ha affidati alla Poma Italia come realizzazione. In effetti le forniture di componenti e servizi per questi impianti risultano essere state richieste e gestite da Poma Italia.
L'altra novità è correlata alla prima. Nella statistica 2004 manca Poma Italia, che ha lavorato per Leitner Ropeways tanto da non acquisire impianti nuovi in proprio. Ha fatto in effetti altri lavori che non attengono a questa statistica in quanto non riguardano forniture complete per un impianto nuovo.
Vi è poi il caso dell'impianto costruito a Genova: un ascensore verticale in servizio pubblico (Monte Galletto), che a valle veniva raggiunto tramite una galleria di 230 m la quale, specie di sera, poteva porre problemi. La nuova cabina viene ora spostata, lungo la galleria, fino all'ingresso di via Balbi, tramite una soluzione definibile funicolare piatta. Ritengo che l'interessante soluzione riguardi il mondo degli ascensori, che sono impianti a fune in esercizio pubblico ma che non partecipano a questa statistica,anche se realizzati da costruttori di impianti di risalita.

La tabella principale riporta i dati più caratteristici degli impianti (dislivello, lunghezza e portata oraria), integrati con il numero di potenza (dislivello x portata oraria) o potenzialità di trasporto. Il numero di potenza è l'indicatore più usato per confrontare impianti di risalita a caratteristiche differenti. Un indicatore valido, che presenta le sue pecche, evidenti negli impianti a dislivello zero o quasi, e di conseguenza potenza zero o quasi.
La statistica si limita agli impianti in esercizio pubblico nuovi e non tocca l'aspetto assai importante dei rinnovi parziali di impianti, che rappresentano una parte rilevante dell'opera delle case costruttrici, anche di alcune non citate in questo articolo. I lavori di riammodernamento ed i riposizionamenti (tanto meno accorciamenti), non creando un impianto nuovo, non sono recepiti da questa statistica;nello stesso tempo una statistica relativa alle modifiche ed ai rinnovi parziali si scontra con difficoltà tali da scoraggiarne l'effettuazione.
Parimenti mancano gli impianti non in servizio pubblico, come ad esempio gli impianti privati per il raggiungimento di dighe, ripetitori, ecc.
Manca la citazione relativa ai tappeti di trasporto, che stanno sostituendo in modo molto marcato le sciovie,specie quelle a destinazione "scuola" o "baby". La mancanza dei tappeti dalla statistica è frutto di una scelta cosciente: la problematica dei tappeti è decisamente diversa da quella degli impianti a fune in genere, specie pensando che ci si orienta sempre più verso soluzioni ad ammorsamento automatico come impianto medio; a suo tempo con le stesse motivazioni si era deciso di estromettere le manovie dalla statistica per una questione di uniformità di oggetto della statistica stessa.

Gli impianti 2004 in Italia
72 sono gli impianti a fune nuovi in trasporto pubblico che risultano realizzati nel 2004 per il mercato italiano. La sequenza degli ultimi anni, depurata dalle manovie, è stata:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98 '97
72 42 51 25 55 53 63 44
Si tratta di un dato eccezionale, non è il numero maggiore da quando viene redatta questa statistica, ma lo è per quanto riguarda gli altri quattro indicatori. Olimpiadi, Campionati del Mondo e agevolazioni per le regioni a statuto ordinario si sono combinate e n'è sortito un risultato d'eccezione,speriamo che non si abbia una ripercussione negativa per i prossimi anni.Come indicatore di potenza il 2004 ha raggiunto un valore mai toccato, il valore più prossimo sono i 29,3 milioni del 1998, vi è una differenza di oltre il 20%, segno della presenza di molti impianti particolarmente potenti rispetto a quell'anno. La sequenza degli ultimi anni in termini di potenza (in milioni) è la seguente:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98 '97
36,7 28,7 27,3 10,2 23,4 27,6 29,3 16,3
Il valore della portata oraria media per impianto non raggiunge nel 2004un valore massimo:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98
1463 1971 1658 1468 1434 1581 1590
I fattori che hanno determinato un massimo in termini di potenza riguardano quindi il rilevante numero di impianti ed il loro dislivello. A deprimere il valore della portata media contribuiscono il buon numero di impianti a va e vieni,non che di sciovie.Gli altri indicatori numerici, lunghezza 1e dislivello, si pongono a valori massi ,mi per questi ultimi anni.
Nel 2004 sono 9 gli impianti con numero di potenza uguale o superiore al milione (dislivello x portata oraria). La sequenza annuale, sotto tale aspetto, è la seguente:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98 '97 '96 '95
9 6 5 3 4 6 5 2 6 5

Nel panorama internazionale si dispone di dati solo per Francia e Nordamerica.
La Francia dichiara 63 impianti nuovi per il 2004 (58 nel 2003, 35 nel 2002, 47 nel 2001, 45 nel 2000, 32 nel199, 50 nel 1998, 43 nel 1997, 43 nel 1996, 23 nel 1995, 39 nel 1994 e 38 nel 1993). Il numero di potenza risulta di 42,5 milioni (36, 1 nel 2003, 29,2 nel 2002, 32,5 nel 2001, 21,9 nel 2000, 21,9 nel 1999, 26,0 nel 1998, 21,7 nel 1997, 19,9 nel 1996, 11,0 nel 1995, 17,1 nel 1994) si tratta di un valore molto alto spiegato dalla presenza di ben 23 seggiovie ad ammorsamento a 6 posti.
Nel Nordamerica non si hanno ancorai dati 2004, nel 2003 sono stati costruiti 35 impianti (33 nel 2002, 37 nel 2001, 50 nel 2000, 63 nel 1999,64 nel 1998, 61 nel 1997, 53 nel 1996, 41 nel 1995, 52 nel 1994, 41 nel 1993, 36 nel 1992, 48 nel 1991, 55 nel 1990, 78 nel 1989, 103 nel 1988). Il valore è di 17,2 milioni (20,4 nel 2002, 19, 7 nel 2001, 29,0 nel 2000, 39,7 nel 1999, 50,5 nel 1998, 44,6 nel 1997, 36,5 nel 1996, 24,3 nel 1995, 32,8 nel 1994, 22,8 nel 1993, 23,3 nel 1992, 26,9 nel 1991, 28,5 nel 1990, 44,6 nel 1989, 47,5 nel 1988).
Le sciovie a fune alta costruite in Italia nel 2004 sono 17 (tutte monoposto) toccando il valore massimo degli ultimi anni, mentre nel 2003 si era toccato il minimo. Questa tipologia negli ultimi anni ha avuto il seguente andamento:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98
17 3 6 9 16 10 12
Le seggiovie a morsa fissa, pur non arrivando a valori massimi, con 20realizzazioni ritornano a valori di tutto rispetto; la sequenza dei valori avuti negli ultimi anni è la seguente:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98 '97 '96 '95
20 17 17 6 24 20 25 23 11 17
Le seggiovie a morsa fissa si suddividono in:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98 '97 '96
4 p. 7 11 11 3 8 7 12 7 4
3 p. 0 0 0 1 3 3 2 3 2
2 p. 13 6 6 2 10 10 14 5 9
Si nota la conferma della scomparsa della seggiola triposto ed una inversione di tendenza, rispetto agli ultimi due anni, tra seggiole quadriposto e biposto, in favore del modello minore.Le seggiovie ad ammorsamento nel2004 sono 22 e ritornano a superare come numero quello delle seggiovie a morsa fissa; da notare che il loro numero di potenza rappresenta la metà del valore di tutti gli impianti2004. Tre (come nel 2003) sono con seggiole a sei posti, le altre 19 sono tutte quadriposto:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98' 97' 96 '95
22 14 17 9 9 14 15 4 14 17
Le telecabine sono 6 (come nel2003), tutte Leitner, di cui una bifune a 15 posti; le altre 5 munofuni sono ad 8 posti; la sequenza per le telecabine è la seguente:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98 '97 '96 '95
6 6 5 1 6 8 7 3 4 4
6 sono le funivie, tra cui un funiforche tecnicamente è un impianto doppio ma funzionalmente viene considerato un impianto a due cabine; si tratta di un valore massimo in questi ultimi anni, come evidenziato dalla sequenza che è:
'04 '03 '02 '01 '00 '99 '98 '97 '96 '95
6 2 4 0 0 1 1 2 1 2
Nel 2004 si ha una funicolare, tipo di impianto non presente in questa statistica dal 1998.
A livello regionale e di province autonome, oltre ai normali indicatori si utilizza anche il numero degli impianti presenti nel parco italiano, facendo riferimento al valore emerso all'assemblea ANEF 1998 di Baveno (2304 impianti a fune in Italia).In termini di parco (2304 impianti nel1998) 72 impianti nuovi rappresentano un rinnovo degli impianti esistenti in media ogni 32 anni, senza contare la quota di linee nuove, ossia su tracciati non coperti prima, fatto ormai abbastanza raro ma comunque esistente. Olimpiadi, Campionati del Mondo e finanziamenti nelle regioni a statuto ordinario hanno portato ad un ridimensionamento del ruolo di preminenza delle due province autonome di Bolzano e Trento.
Nel 2004 si riconferma l'exploit in Piemonte, grazie agli impianti olimpici. Ancora maggiori sono i valori della Lombardia per l'effetto combinato di finanziamenti alle regioni a statuto ordinario e per i Campionati del Mondo di sci alpino. Il Veneto, grazie ai finanziamenti alle regioni a statuto ordinario, raggiunge valori da SudTirolo, un risultato un tempo insperato. Di tutto rispetto i valori in Toscana. Il predominio delle regioni alpine intermini di potenza risulta ridimensionato nel 2004 all'88,37% anche se non scende al valore del 2003(78,01% nel 2003; 92,52% nel 2002;94,45% nel 2001, 87 ,29% nel 2000,89,85%, nel 1999, 98,81% nel 1998,91,47% 1997, 99,53% nel 1996).
Il panorama 2004 dei costruttori italiani si articola su 7 nominativi, ma il predominio è basato su due gruppi che accentrano, nel 2004, oltre il 90%(per la precisione il 90,56%) del mercato in termini di potenza. Nel 2033 la quota dei due gruppi aveva raggiunto addirittura il 99,03%.Leitner con circa il 50% (Leitner Ropeways inclusa) domina quantitativamente la scena, ma un rallentamento rispetto al 2003 quando aveva raggiunto una quota di circa il 60%. Doppelmayr aumenta la quota di mercato portandosi a valori vicini al40%, nel 2003 erano attorno al 35%. Positivo il ritorno, con valori attorno al 10%, di costruttori esterni ai due gruppi maggiori. Graffer Seggiovie ha comunicato anche la costruzione per l'estero(Finlandia, Turchia e Repubblica Ceca) di una seggiovia triposto e di quattro sciovie di cui due biposto e due monoposto.
