L'ASSOCIAZIONE

Il 5 ottobre 1986 a Torino l'assemblea della Sezione Funi della FENIT (Federazione Nazionale Imprese Trasporti) condivideva la linea del nuovo consiglio direttivo, consistente in un'azione preparatoria per arrivare alla fondazione di una associazione di imprenditori funiviari.

Il secondo atto di questo nuovo corso si svolse dal 25 al 27 marzo 1987 in Alta Badia,  e portò come risultato finale l'approvazione dello statuto di una nuova associazione denominata ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funivairi), riservata ai proprietari nonchè gestori di imprese funiviarie anche in qualità di operatori turistici.

La struttura organizzativa dell'ANEF è attualmente articolata in sezioni territoriali a livello regionale e provinciale:

La rappresentatività è assicurata dall'adesione diretta, o tramite le sezioni, di circa n° 300 aziende per un totale di circa n° 1.500 impianti. L'associazione aderisce al sistema confindustriale direttamente o indirettamente (FEDERTURISMO) e sul piano internazionale è parte di FIANET (Fédération Internationale des Associations Nationales d'exploitation de telepheriques); infine ha rapporti con organismi tecnico-professionali  nazionali (UNI e UNIFER) e internazionali (OITAF - Organizzazione Internazionale Trasporti a Fune).

Quanto al numero di addetti, va evidenziato anzitutto che si è in presenza di un settore caratterizzato per sua natura da discontinuità stagionale (il periodo di massima attività, infatti, si attesta tra i 4 - 6 mesi/anno).   Ciò premesso, si può stimare una forza lavoro dell’ordine di 11.000/12.000 unità nel periodo di piena attività, considerando un rapporto di 1 a 3 tra lavoratori fissi e stagionali.

Gli impianti a fune costituiscono la struttura portante dell’economia delle vallate montane, con forti effetti trainanti sull’attività degli altri settori legati al turismo, turismo che in queste zone rappresenta la principale ed in alcuni casi l’unica risorsa, sicuramente l’unica di natura vocazionale.

L’attività degli impianti a fune, pur avendo forte valenza turistica, è comunque attività di trasporto, come tale soggetta alle regolamentazioni del Ministero dei Trasporti e relative prescrizioni tecniche in materia di sicurezza, al pari degli altri concessionari di pubblici servizi di trasporto.

Alla base di queste considerazioni bisogna evidenziare comunque il fatto che l’attività di esercizio di impianti a fune e piste da sci ha comportato e comporta fortissimi investimenti in impianti di risalita, di innevamento ed in infrastrutture generali per rendere le stazioni appetibili e frequentate, anche in periodi difficili, e comporta elevate spese fisse di gestione.  Questo porta di conseguenza la necessità di avere un’affluenza turistica elevata, quindi un alto indice di riempimento delle strutture, in mancanza  dei quali non si può pensare neppure di avvicinarsi all’equilibrio di bilancio.  L’azione della categoria si incentra pertanto verso tutte quelle azioni imprenditoriali, gestionali, promozionali, pubblicitarie, di marketing che possano far raggiungere una sufficiente utilizzazione dei complessi turistici.